Il dolore pelvico cronico si definisce come dolore a provenienza da strutture situate nella regione pelvica con una durata superiore a sei mesi, associata ad una diagnosi confermata, presunta o sconosciuta.

dolore pelvico

Il dolore pelvico cronico è un’entità nosologica conosciuta da più di un secolo, ed è stata definita negli anni in diverse modi, dolore pelvico senza patologia, pelvialgia, congestione pelvica, neurodistonia pelvica, fibrosi pelvica, sindrome simpatico pelvico e altre. In questa confusione, i pazienti spesso passano per diversi specialisti (ginecologi, urologi, chirurghi, specialisti in medicina del dolore, neurologi) alla ricerca di una soluzione o, nel migliore dei casi, come parte di un trattamento multidisciplinare.

La pelvi è una struttura complessa che contiene gli organi genitali e dell’apparato riproduttivo, organi urologici, parte finale del intestino, vasi sanguigni, nervi, tessuti molli, legamenti e muscoli, tutto questo circondato da una struttura ossea che oltre a proteggere tali organi, rappresenta l’unione e passaggio dal tronco agli arti inferiore. La pelvi è una struttura sufficientemente rigida dovuto alla presenza di robusti legamenti ma possono andare in contro a lassità  dovuto a gravidanza, obesità, età, traumi e cambi ormonali.

L’innervazione sensitiva degli organi pelvici è a carico del sistema  afferente viscerale, con una componente simpatica che fa ingresso nel rachide a livello L2-T 12 e una componente parasimpatica a livello sacro.

Il dolore pelvico è un dolore di tipo viscerale, quindi risulta di difficile localizzazione, sordo e in occasioni con una componente di dolore neuropatico. Quindi di difficile diagnosi e riduce il valore predittivo dei blocchi nervosi.

Vista la varietà di organi al  suo interno, il dolore può provenire da diverse strutture, causato da diverse patologie infezioni, infiammazione, neoplasie, compressioni per aumento di volume, post-chirurgici o idiopatica (senza causa riconoscibile).

L’esame clinico specialistico così come l’uso di esami di laboratorio ( urine, tampone, istologi), esami strumentali ( ecografia, TAC, RMN), chirurgia (laparoscopica, endoscopica) possono aiutare nel orientamento diagnostico, anche se non sempre identificabile.

Il trattamento varia molto in base alla diagnosi, e può essere multidisciplinare e complesso:

  • Farmacologico
  • Fisioterapia
  • Psicoterapia
  • Blocchi nervi periferici, plessi e/o gangli (pudendo, ganglio impari, plesso ipogastrico)
  • Radiofrequenza nervi, plessi e/o gangli
  • Blocchi centrali (Epidurale)
  • Blocchi neurolitici
  • Pompa intratecale