Tra le patologie dolorose più frequenti dell’apparato muscolo scheletrico, troviamo la Sindrome Miofasciale, che è caratterizzata dalla presenza di punti muscolari dolorosi conosciuti come punti trigger (grilletto).

I punti trigger sono punti irritabili del tessuto muscolare e/o della fascia, sensibili alla compressione e sollecitano il dolore riferito (dolore in sede diversa da quella stimolata). Inoltre, può essere accompagnata da limitazione funzionale, fatica, diminuzione della coordinazione muscolare e fenomeni neurovegetativi ( sudorazione, piloerezione, alterazioni termiche),  ansia e depressione.

Il sovraccarico muscolare acuto, cronico e/o ripetitivo sono la causa più plausibile della Sindrome Miofasciale.

Molte ricerche hanno dimostrato la  presenza di disfunzione della giunzione neuromuscolare, con aumentato rilascio di neurotrasmettitore (acetilcolina, Ach), che produce una contrattura muscolare sostenuta. Il mancato rilascio dei sarcomeri (unità contrattile del muscolo striato) produce riduzione del flusso sanguigno, ipossia locale e conseguente ischemia muscolare relativa. La riduzione di apporto ematico e di conseguenza di ossigeno e  sostanze nutritive comporta la produzione di sostanze (es. acido lattico) e radicali che fanno si che si crei sia un circolo vizioso e di conseguenza dolore cronico.

Durante la visita medica, per diagnosticare la sindrome miofasciale, si cerca di  identificati i punti trigger, con la digitopressione e possono essere confermati dalla sonoelastografia e dall’lettromiografia.

Terapia:

  • Fisioterapia
  • Terapia farmacologica ( antinfiammatori, rilassanti muscolari, cortisoni e altri)
  • Infiltrazione dei punti trigger  (anestetici locali, cortisonici, ozono)
  • Elettrostimolazione
  • Radiofrequenza
  • Ozonoterapia